Giunge a circa cinque anni di distanza dall'esordio ("La giostra dell'odio"), la seconda prova sulla lunga distanza degli Inkarakła.
Fin dalla formazione, avvenuta a Cagliari nei primi anni 2000, il quintetto ha seguito l'onda delle sonoritą nu-metal provenienti da oltreoceano, con riscontri tutto sommato positivi, seppur passando
attraverso una classica carriera 'a singhiozzo', tra attivitą dal vivo, cambi di formazione e pubblicazione di pezzi sparsi su varie compilation che ha finito per la produzione discografica.
Questo secondo disco segna quindi per la band sarda un punto di svolta (soprattutto per l'appoggio trovato nella UK Division Records).
Le otto tracce presenti sul disco ci mettono di fronte a una band che, con una solida gavetta alle spalle, ha gią raggiunto una certa maturitą e ha comunque le idee chiare sulla forma da dare alle proprie idee sonore.
La matrice nu-metal viene sviluppata in questo caso su terreni impervi ed estremi, attraverso le atmosfere sature, ai confini del grind, edificate dalla sezione strumentale, accompagnate da
una vocalitą spesso inclinata verso un'esasperazione screamo-core.
Dunque muri sonori e grida (in italiano) fino allo sgolamento, con l'aggiunta qua e lą di qualche spezia industriale.
Un disco che mette in luce le capacitą della band, che mostra di saper maneggiare in modo pił che agevole le sonoritą di riferimento, sviluppando con una potenza sonora non priva di appeal. Per la band sarda un 'nuovo inizio' indubbiamente efficace, un buon viatico per il proseguimento della
carriera.
MARCELLO BERLICH
LosingToday.com