Ottima (ennesima!) sorpresa anche questi Inkarakua, al secondo album dopo ’La Giostra Dell’Odio’ datato 2002. Non avevo mai sentito parlare di questi cinque ragazzi, e me ne dispiace, vista la qualità di questo omonimo platter. La band ci propone un nu metal/hardcore incazzato, che principalmente si rifà ai soliti nomi (Slipknot, Soufly, insomma ci siamo capiti), ma che arricchisce il tutto con pesanti iniezioni di noise/post core e sorprendenti aperture melodiche, mai troppo forzate, che fanno tirare il respiro all’ascoltatore seppur per brevi momenti.
Valida anche la scelta dell’italiano (tutti i brani sono cantati in madrelingua ad eccezione di ’Sangre’, in spagnolo), anche perché con un ugola come quella di Cristian il risultato è abrasivo come pochi e rende al meglio la disperazione (sub)urbana dei testi, ben scritti e altrettanto ottimamente interpretati. Speriamo che gli Inkarakua riescano ad avere tutta la visibilità che meritano in futuro, chè sarebbe un vero peccato non accadesse.
Un’altra dimostrazione dell’Italia che spacca.
VOTO 74
RECENSORE Daniele "Tormentor" Amato
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