La scena crossover/hardcore sarda a quanto pare è molto fervida, almeno a giudicare da questa compilation che la W.*uck Records ha rilasciato in Febbraio.
Si comincia con la rabbia urlata dagli Alzheimer, che si ispirano al metalcore più violento, con strascichi panteriani e tratti melodici molto nu-metal: pieni di carica e potenza, ma peccato che nella maggior parte del cantato non si capiscono le parole.
Gli Inkarakua invece si rifanno al metal con influenze tribali, reso popolare da Sepultura e modernizzato da Soulfly e Puya. A mio personale parere troppo ricalcati i gruppi citati.
Interessanti gli Shiver, che nei loro suoni rocciosi e devastanti hanno reminiscenze hardcore, noise (vedi Helmet) e stoner.
Più originali i No strings, nel loro tentativo di trovare una strada comune per band come Primus e Kyuss, con parti urlate evidentemente hardcore.
Mi stupisco di trovare in una compilation così “violenta” un gruppo come gli Old Sparky, ma la sorpresa è secondo me piacevole: elettronica e trip-hop mescolati ad hard rock e richiami gothicheggianti, amalgamati dalla suadente voce femminile che guida la band. Mi hanno ricordato i The Gathering più sperimentali.
Accattivante è il sound degli Earthsick, ispirati dal moderno metal britannico (vedi Earthtone 9 e Apartment 26), con variazioni e intermezzi molto alternative-grunge.
Definirei “ipnotico” il suono della chitarra delle due tracce dei Cataria: abbastanza monotoni nei riff ed un cantato senza alcuna linea melodica, anche se è indiscutibile la potenza della loro musica, travolgente però come un carro armato in corsa!
In definitiva la maggior parte delle band di questa compilation sembra preferire ispirarsi e ricalcare sound già triti e ritriti, piuttosto di inventare un loro marchio. C’è da lavorare di più sull’originalità, ma ammetto comunque che le premesse sono buone!
Massimiliano Franchi |