Recensione cd-compilation "Let the music do the talking", METALLUS.IT webzine del marzo 2004
AA VV
"Let The Music Do The Talking"
WUCK Records
2004
voto: n.d.

13/03/2004

Lodevole iniziativa questa della WUCK Records, che propone in questa compilation due brani inediti a testa( ad eccezione degli Inkarakua) di giovani band sarde che si muovono nell’ambito crossover/nu metal/elettronica , qui alla loro prima esperienza discografica, se si eccettuano alcuni demo.
Si comincia alla grande con gli Alzheimer, la cui proposta è di difficile collocazione, muovendosi su confini crossover/nu metal e tensioni post/emocore, e che, nonostante rivelino le loro influenze, risultano decisamente personali: un ottima sorpresa ed è pregevole la scelta di cantare in italiano( cosa comune a molte bands di questa compilation).
Tocca poi agli Inkarakua, unica band già con un cd all’attivo, con il loro“groove-core” coinvolgente e supportato da irresistibili samples a inizio e fine canzone, per un brano che fa ben sperare per il loro futuro album, in uscita a fine anno. Leggermente sottotono invece gli Shivers, che prediligono un nu metal dai tempi cadenzati, che presenta dei buoni spunti, come nella seconda traccia, ma che non convince del tutto:da rivedere.
Notevolmente interessanti i No Strings, curioso ibido tra sonorità faithnomoriane e momenti più brutali, che convince soprattutto con ‘Knot’ e che lascia presagire un potenziale notevole per il futuro.
Si muovono su territori del tutto estranei alle altre band, ma con risultati comunque eccellenti, gli Old Sparky, tra elettronica e trip-hop, e che possono vantare un’ottima voce femminile: da tenere d’occhio, le premesse ci sono tutte e i risultati ottenuti in questi due pezzi non possono che confermarlo. Buona anche la proposta degli Earthsick, con il loro nu metal dalle aperture melodiche coinvolgenti, che conquista con ‘Faida’, nella sua alternanza tra partiture acustiche, percussioni e momenti più diretti.
Chiudono la carrellata di bands i Cataria, il cui debito nei confronti dei Meshuggah è ben più che evidente: i brani presentati sono comunque buoni ma l’influenza della band svedese è forse troppo marcata e risalta durante l’ascolto.
Un ottimo risultato quindi quello di “Let The Music Do The Talking”, che permette di scoprire queste giovani leve di una realtà molte volte sconosciuta anche per motivi geografici, e che ci rivela al suo interno talenti degni di essere presi in considerazione.
N.B. Il cd viene venduto ad un prezzo fissato di 13 euro.


Roberto Lato