Recensione del cd "La Giostra dell'Odio" - "PERKELE.IT" del 16 gennaio 2004
INKARAKUA
La giostra dell’odio

Prima uscita ufficiale per la Wuck Records di Fabrizio Monni (nome sempre più attivo nella scena rock nostrana vista la sua attività in Clench e Black Hole Of Hulejira, in questo caso presente anche in veste di produttore), label che si occupa di generi piuttosto eterogenei, che vanno dallo stoner al crossover. E gli Inkarakùa (dal sardo, guardare senza essere visto) proprio in quest’ultimo settore vanno inquadrati: la loro proposta è un metalcore brutale e devastante, incentrato su ritmiche serrate (opera di Guido al basso e Paolo alla batteria), pesantissimi groove e vocals urlate e strazianti (ottimo il lavoro di Cristian, anche autore dei testi rigorosamente in italiano e decisamente antagonisti).

Le chitarre di Vicenzo e Mauro sono ribassate e affilate come lame, come richiesto dal genere, ed evidenziano un certo gusto per il riffing feroce di Pantera e Machine Head. Pezzi come “Futuro=Regresso”, “Altalene deserte”, “Madre terra” e “Giorno per giorno” sono schegge di pura violenza che viaggiano incontrollate, il cui unico obiettivo è quello di spaccare i timpani di chi ascolta. Gli unici break sono concessi a livello lirico dal sadomasochismo di “Fjuver (explicit sex song)” e sul piano prettamente musicale da “Orda”, il cui inizio sperimentale potrebbe essere un punto su cui lavorare per poter evolvere in futuro.

Come esordio dunque siamo già a buon punto, rabbia e tecnica ci sono, manca solo quel pizzico di esperienza in più necessaria ad emergere in un genere ormai ampliamente inflazionato come quello crossover.
Avanti così!


Alessandro Zoppo