Recensione de "La Giostra dell'Odio" - NOIZEITALIA.COM dell'ottobre 2003
INKARAKùA - "LA GIOSTRA DELL'ODIO"



Puro metalcore per questo giovane quintetto sardo che con gli strumenti in mano sembra avere un unico scopo: non lasciare prigionieri. L'assalto frontale di questi ragazzi non ha nulla da invidiare ai più furiosi act in circolazione e le lyrics in italiano probabilmente accentuano ancora di più il livore delle songs.

Ci troviamo di fronte quindi a ritmiche serratissime e due chitarre che scavano dentro condite dalla voce urticante e disperata di Cristian Nocco che vomita tutto il suo odio e malessere verso la società. Pezzi come "Futuro=Regresso" e la conclusiva amarissima "Giorno per Giorno" sono uno spaccato abbastanza esaustivo del messaggio (sia lirico che sonoro) di questa band. Unico break in questo senso in "Fjuver" dove lyrics tipo "Vorrei navigare nei tuoi liquami più reconditi" non consigliano l'ascolto a tutto volume (o magari si, dipende dal vostro grado di esibizionismo e comunque il sottotitolo "explicit sex song" dovrebbe mettere in guardia i più impressionabili..). Comunque lyrics mai banali e questo è un tranello in cui si può cadere e quindi un punto a favore agli Inkarakùa (ciò si traduce per fortuna in nessun scontatissimo ed ultrabusato "Fuck the system").

Non ho obiezioni particolari da fare alla band, forse in futuro il consiglio di accentuare le parti più sperimentali (es. l'inizio di Madre Terra") per rendere meno a senso unico l'ascolto dell'intero disco. Come inizio non c'è male: la rabbia c'è, le capacità pure, con un pò di esperienza in più (l'età media è di 23 anni) le cose in futuro potrebbero essere ancora più interessanti.

Info : www.wuckrecords.com

(Head)