Ecco a lor signori un esilarante intervista seria, e degna di una band profesiionale e diligente, ma che allo stesso tempo è andata scemando sempre più lungo una direzione mooooolto politically uncorrect...
(KITAKN): Innanzitutto come state... siete reduci da alcune date nel Norditalia, vorrei sapere come è andata in tutto e per tutto dalla partenza al rientro a Cagliari...
(GUIDO): A parte qualcuno che si porta armadi interi appresso, tutto OK! Purtroppo abbiamo potuto fare solo 2 date delle 3 preventivate, a Bergamo c'era il vuoto a parte i nostri amici che vivono a Milano, a Torino invece abbiamo condiviso il palco del Manhattan coi SICKHEAD ed è stato un buon concerto. Speriamo ora a marzo di rifarci con più date...
(CENZO): Delirio... è stata un'esperienza molto buona, abbiamo fatto cose al limite del possibile... suonare fuori sardegna ti da sensazioni completamente diverse: confrontarti con persone, visitare nuove città e, anche se un paio di giorni, vita on the road. Insomma una novità assolutamente positiva, l'unica cosa sempre uguale è la carica che mettiamo nei nostri live.
(K): (Nessuno comunque mi ha detto come sta...) Come è nato "La Giostra Dell'Odio"? Quale significato si cela dietro questo titolo?
(G): E' la sintesi di due anni e mezzo di lavoro, esperienze pian piano maturate in un full-lenght. Essendo i pezzi nati in un arco di tempo lungo, abbiamo lavorato in pre-produzione per omogeneizzarli, senza però falsare lo spirito originario del brano.
(CRISTIAN): E' il frutto di circa tre anni di lavoro, i pezzi sono stati ri-arrangiati questa estate, registrati e mixati in 2 settimane con il supporto tecnico di alcuni amici, colgo l'occasione per ringraziarli (il Cubo, Albero, il coglionio, nonche fuckbrizio e Davo della mitica W.*uck Records e il dj Konserva). Naturalmente poi il fatto che i nostri pezzi siano diventati un vero e proprio LP è grazie alla fiducia che la W.*uck ha riposto nel produrci. Il titolo racchiude un po' le tematiche che si riscontrano nei testi e noi quindi, un po' come nell'antica Roma, ci siamo ritrovati al centro dell'arena a combattere contro dei moderni leoni invisibili ovvero tutte le problematiche dei disagi sociali e ambientali, dell'alienazione e di tutte le altre che non stiamo a elencare. In effetti è una sorta di concept album, un po' come la carta d'identità degli Inkarakùa!
(K): E' stata un'idea totalmente vostra o anche della W.*uck rec? E come è maturata la decisione di farla finita con la K-Factor?
(CR): L'idea è totalmente nostra, la W.*uck si è limitata a scegliere tra alcuni titoli che avevamo in mente, la scelta è stata sicuramente la più azzeccata. Per quanto riguarda la decisione di mollare la K-Factor, il fatto è che le loro proposte non erano consone al nostro genere e ai nostri progetti, non è la nostra aspirazione far parte di un circuito regionale che si esibisce in feste paesane di piazza (o che magari durante il soundcheck di un grande festival si esibisce su un palco minore all'insaputa del pubblico!). Per quanto riguarda invece i progetti discografici non avevamo date prestabilite o eventuali probabilità di registrare un cd, c'era solo la possibilità (forse) di registrare un mini-cd nella primavera del 2003! Mentre la W.*uck ci ha proposto la registrazione di un intero cd a breve termine con date prestabilite e tour Sardegna, e tutte le promesse sino ad ora sono state rispettate.
(G): La W.*uck ci ha dato dei consigli in pre-produzione, ma l'ultima parola è sempre la nostra. Per quanto riguarda l'abbandono di K-Factor possiamo dire che abbiamo preferito i FATTI alle PAROLE...
(K): Spiegate minuziosamente ai lettori di questa burdissima fanzine il senso del vostro nome...
(CR): L'avrò spiegato 1.000 volte... comunque "inkarai" significa "affacciare" e "kuai" significa "nascondere". "inkarakùa" è il gesto che si fa quando si spia qualcuno ma ci si nasconde per non essere visti. E' un po' il gesto che fanno alcune persone che ti guardano per criticare magari il tuo modo di vestire o di comportarti, ma poi quando si rendono conto di essere state scoperte fanno finta di niente!!!
(K): Tra le vostre maggiori influenze trovo particolari riferimenti a Sepultura (quelli della svolta post-CHAOS A.D.) ed Earth Crisis, talvolta importunati dai White Zombie...
(G): Penso che tu abbia visto giusto; non è stata una scelta a tavolino, ma il mix spontaneo del nostro bagaglio musicale... sicuramente c'è molto altro, ma questi tre nomi credo che spieghino molto. Personalmente adoro le accordature basse, i tempi in levare, il suono ruvido e grezzo di ispirazione noise, gli accordi dissonanti e i riff di "scuola Sabbath", vorrei che in futuro si suonasse di più con campioni e suoni industrial... se i miei amici saranno d'accordo!
(CR): Mah... sinceramente noi portiamo in sala prove le nostre idee e i nostri differenti gusti musicali, quello che viene fuori è solo il risultato di questo, sicuramente non vogliamo clonare nessuno! Poi che venga fuori la somiglianza coi Sepultura o con qualche altro gruppo è è dovuto probabilmente al fatto che ci sono gruppi che ci stanno particolarmente a cuore e ci influenzano più di altri, anche perchè alcune tematiche che trattano sono abbastanza vicine a quelle trattate da noi. Comunque tra i gruppi che possono far parte del nostro background si spazia molto, dai Sepu-Soulfly a Bob Marley, dai Black Sabbath ai Sick Of It All e, per nominarti qualche italiano, dai Linea 77 ai Sottopressione. Diciamo che tra noi della band si spazia moltissimo: punk, HC, metal, hard rock '70, stoner, nu metal, rap.
(K): Ho sentito alcuni commenti su di voi: i più "maligni" vi catalogano come band nu-metal o post metal. E' per voi una definizione retorica, errata, scomoda, ridotta oppure è per il semplice motivo che ormai si tende a inglobare un pochino troppo le forme e i generi?
(G): E' una definizione riduttiva e troppo vaga… credo che gli Inkarakùa siano più vicini all'HC new school con influenze di altri generi, molti altri generi…
(CE): Hai colto nel segno: credo che la definizione "post metal" o "nu metal" sia un po' il nuovo modo di etichettare tutti i gruppi che vanno dal crossover fino ad arrivare all'HC new school e questo deriva più che altro dalla poca conoscenza che si ha, in generale, del genere che suoniamo.
(CR): Beh, diciamo che ormai è un modo come un altro per inglobare tutti i nuovi gruppi che fanno crossover, che cercano di mixare varie influenze. Di sicuro la parola "post-metal" non fa per noi anche perché così definendoci rischiamo di spiazzare chi viene a un nostro concerto aspettandosi un gruppo con cantati hip-hop e ritornelli melodici alla Linking Park, POD, Deftones, Papa Roach o compagnia danzante. Noi non facciamo niente di tutto questo; diciamo che il nostro è una sorta di modern-core/groove-metal.
(K): Come (inter)agiscono gli Inkarakùa all'interno della frammentata scena cagliaritana e, se vogliamo, sarda in generale? Cosa manca e cosa invece va bene, a livello di gruppi tra i confini dell'isola?
(CR): Gli Inka si sbattono parecchio, cerchiamo sempre svariati contatti con locali e organizzatori di concerti, cerchiamo di attivare contatti con gli altri gruppi sardi e non per eventuali scambi, come abbiamo già fatto per i Keret Korria e i Doggo. Quando è possibile ci fa molto piacere organizzare dei live con gruppi di nostri amici che magari stanno iniziando e hanno bisogno di una mano per venire fuori. Anche noi all'iniziao siamo stati aiutati da amici (thanx ai Letame). Non è facile all'inizio organizzare un proprio live, non sempre si ha la strumentazione adatta per affrontare un live, spesso i gestori dei club non si fidano di un nome sconosciuto quindi bisogna affiancarsi a qualcuno che ha un po' più di esperienza e strumentazione! Per quanto riguarda i gruppi sardi, secondo me, ne stanno venendo fuori ultimamente alcuni veramente validi, la qualità sta salendo molto e i ragazzi che hanno voglia di suonare veramente hanno più sbocchi rispetto a 5-10 anni fa. Certo che all'inizio bisogna sgomitare un po' ma alla fine con una buona dose di perseveranza i frutti arrivano! Abbiamo ora una buona rappresentanza di gruppi del Cagliaritano che si fanno sentire in giro, giusto per nominarti qualcuno ti segnalerei i nostri amici L'Ego e alzheimer, i nostri compagni di scuderia Black Hole of Hulejra e Mary's Blue Cake, per non tralasciare poi Clench, Mata Ruja, Truth In My Hands, Inner strenght, Antifiction, Earthsick, Midgardh, Isojada, Ritmalterata, Shiver (Alleyway Crew forever) e tutti gli altri gruppi che fanno parte dell'ampio panorama musicale cagliaritano. Diciamo che alla Sardegna non mancano sicuramente le bands, purtroppo molti hanno poca voglia di muoversi, di spostarsi e di organizzare eventi. Si accontentano delle 2 seratine nei localini e questo è un po' un handicap di tanti gruppi sardi; bisogna farsi sentire di più, stringere i denti e non mollare! Only the strong survive!
(G): E' importantissimo confrontarsi, si impara sempre qualcosa da tutti,inoltre se vai ai concerti vedi sempre un tot di gente immancabile: ti fa capire che esiste una certa scena (magari piccola…) e viene spontaneo "fare cricca". Non faccio discorsi retorici di "supportare" etc, comunque è bello vedere cosa fanno gli altri... ritengo che se il livello generale sale, c'è da guadagnare per tutti quelli che suonano.
(CE): Si sbattono per farsi conoscere in tutta l'isola, si sbattono per suonare dappertutto, si sbattono mille litri di birra nello stomaco e si vorrebbero sbattere anche mille donne... ke animali ah ah!!! La scena sarda è molto positiva per quanto riguarda i numerosi gruppi che nascono, c'è un sacco di gente che suona e questo lo considero molto buono, ma anche molto negativo se si pensa, almeno dal mio punto di vista, che esiste molta gelosia e invidia fra gruppi.
(K): Parlatemi ora dei testi...
(CR): I testi sono sicuramente molto semplici e diretti, parlano un po' di tutta quella merda che ci circonda, le problematiche del nostro tempo, inquinamento, alienazione sociale, stati d'animo, vita vissuta, paranoie, scazzi, rabbia interiore che viene sputata fuori con semplici vocaboli, senza tanti giri di parole. Parlano di quello che non va, con il rancore di chi non può fare nulla di fronte a questa terra agonizzante! Sarà una eviazione mentale ma non riesco a parlare di "sole, cuore, amore"!
(K): Ho più volte avuto occasione di assistere ai vostri live-set che reputo molto buoni e alquanto coinvolgenti; a proposito, quale delle vostre innumerevoli performances siete in grado di definire come il vostro miglior concerto? Quanta importanza ha il fatto di suonare live rispetto alla sala prove? Mi pare tra l'altro che godiate di un buon seguito...
(CR): Oh thanx! sinceramente non ti so dire quale possa esser stato il miglior live, ultimamente penso che le nostre performances stiano crescendo concerto dopo concerto, comunque quest'anno tanto per nominartene qualcuna sono state indimenticabili le serate al meeting musicale "artes et sonos" di Ruinas, al "Lido" di Alghero, al "Bunker" di Lodine, al "Fabrik" di Cagliari e al fantastico "Manhattan" di Torino, per non parlare delle serate fatte insieme agli Shiver! Poi senza dubbio siamo un gruppo da live, quindi la sala prove non è altro che la parte teorica, la pratica si fa on-stage! Per il fatto di avere un buon seguito penso che sia una cosa che ci siamo guadagnati col tempo e che continueremo a fare nel tempo; abbiamo sempre un ottimo rapporto con chi ci viene a sentire, non ci tiriamo mai indietro se qualcuno vuole scambiare 4 chiacchiere con noi, siamo sempre molto disponibili. Siamo persone semplici e magari chi ci segue apprezza anche il nostro lato umano e non solo musicale. Crediamo in quello che facciamo.
(G): Probabilmente suonare dal vivo è stato fondamentale per farci crescere musicalmente, soprattutto a livello di esecuzione 8non siamo certo dei musicisti provetti, ma che ci ha conosciuto all'inizio sa che eravamo molto "impediti"). Il live è lo scopo dell'esistenza del gruppo... lo troviamo più importante del cd. Il concerto che mi rimane più impresso però è ancora quello di Marina di Arbus nel 2000... davanti a 10 persone (che viaggio mentale)!!!
(CE): Senza dubbio quello del "Lido" di Alghero da tutti i punti di vista... immagina il nostro sorriso... poi ricordo molto bene quello al Manhattan di Torino e quello al Meeting musicale di Ruinas.
(K): Avete un chitarrista che puzza, un tantino anche il cantante...
(G): Sicuro che non siano tutti e due i chitarristi? cristian ha odore di Neutromed... non so se è meglio...
(K): Domanda consuetudinale. Programmi per un futuro imminente? avete dei piani in particolare? Caccerete via dal gruppo Cristian e Cenzo prima che raggiungano livelli assurdi di puzzo?
(CE): Siamo io e Milhouse (Cristian, ndB) che mandiamo via gli altri perchè non puzzano come noi.
(CR): Progetti per un futuro? Sposarmi, farmi una casa, un sacco di figli e... no scherzo! I progetti sono suonare, suonare, suonare e continuare a sbatterci come abbiamo sempre fatto!
(K): Domanda di tutto rispetto,: Perchè suonate?
(G): Ho iniziato a suonare circa 10 anni fa, pensavo che le ragazze mi avrebbero trovato un casino interessante e di trombare moltissimo... sto ancora aspettando i frutti della mia scelta!
(CE): Perchè, suoniamo?
(K): Per questioni di "par condicio" devo ingiuriare anche l'altro chitarrista omosessuale, il bassista appartenente alla mafia cinese e il batterista pornofilo convinto...
(CE): Ti correggo: omosex e negro, mafioso cinese e Monciccì, pornofilo convinto e nasone.
(K): Cos'è che vi fa paura?
(G): Quando la notte usciamo dalla sala e il garage è completamente buio... scherzo, la paura ti paralizza! Non abbiamo paura di nulla, tanto se deve capitare qualcosa sarà inevitabile...
(CE): Quando siamo in giro e finisce la roba da bere.
(K): Come interpretate il noto proverbio"s'acqua a frunda e su pani a gridu" (trad: "l'acqua distribuita con la fionda e il pane con le urla")?
(CE): L'acqua si lancia con la fionda e il vino si beve.
(G): What's?!?
(K): Se un giorno dovessero chiedervi "a chi credete di ispirarvi"?
a)li mandate affanculo con la mano alzata; b) andate affanculo; c) sorridete di circostanza e citate i Village People; d) diventate cattolici praticanti fanatici; e) altro; f) altro ancora...
(CE): Siamo cattolici credenti e praticanti, ho il Vangelo tatuato nella schiena.
(G): Ci inventeremo qualcosa...
(K): Bene ragazzi, grazie per il tempo rubato e la disponibiltà offertami, ovviamente abbiamo avuto modo di scherzare, se ho offeso qualcuno me ne fotto alla grande e non chiedo scusa... a voi la chiusura di questa raffinata intervista:
(G): Adoro il Medio Campidano, è pieno di gnocche!!!
intervista di Bruno Valdes
Kitakn fanzine, antifiction@hotmail.com
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